Tania's profile(¯`·._.·*† the DarK that...PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
|
December 07 ...e ritorniMie care e miei cari…Stavolta vorrei chiedervi un favore, se posso. Vorrei chiedervi di immaginare. Allora, immaginate di svegliarvi ogni mattina in un letto comodo, di aprire gli occhi e di ritrovarvi in una bella stanza, arredata esattamente secondo il vostro gusto e con le pareti tappezzate di ricordi dei luoghi che avete visitato e di foto dei vostri amici, di alzarvi presto per fare ginnastica, colazione con un the buonissimo e poi uscire o mettervi a studiare proprio le materie che preferite. Immaginate il telefono che inizia a squillare, e non smette per tutta la giornata: persone che vi contattano per lavoro, sms di amici che vi raccontano cretinate così…tanto per il semplice piacere di restare in contatto. Immaginate di andare a lavorare, con entusiasmo, e che vi facciano i complimenti per qualcosa da cui voi già traete soddisfazione. Immaginate di non sentire la fatica, di avere un aspetto riposato, una scorta immensa di energia e di riuscire a camminare per chilometri, con la musica nelle orecchie e il sorriso sul volto. Immaginate di potervi permettere, economicamente e materialmente, quello che desiderate. Immaginate che qualcuno vi attacchi, e che immediatamente, magari anche a vostra insaputa, che le persone che vi vogliono bene e vi stimano siano lì a difendervi, a mettersi di traverso e magari anche a prendersi tutto ciò che arriva addosso al vostro posto, facendovi da scudo. Immaginate che vi chiamino da un capo all’altro solo perché vi vogliono vedere, parlare, stare del tempo con voi. Immaginate allora di partire, e che i vostri amici lontani discutano per chi deve passare le serate con voi. Immaginate di essere svegliati una mattina da uno dei vostri amici più cari che vi dice “apri gli occhi, fuori nevica…e ti ho portato una brioche alla crema”. Immaginate di prendere un fiocco di neve con la lingua. Immaginate che vi facciano ogni giorno dei regali, anche piccoli, anche delle scemenze, e di farli anche voi. Immaginate che vi portino fuori a cena, a ballare fino alle 4 del mattino, a passeggiare, a fare shopping, al cinema, a bere la cioccolata, vi offrano di tutto e di più…e tutto senza secondi fini, ma solo perché è bello passare del tempo insieme. Immaginate di tornare, e che alla stazione ci siano i vostri amici più stretti a riprendervi, senza che neanche voi glielo abbiate chiesto. Immaginate che vi prenotino tutti, ma dico tutti i giorni e le notti per andare in giro a fare qualcosa di folle. Immaginate di passare i compleanni e le feste con quella che è la vostra “famiglia allargata” da ormai 10 anni, e che la vostra stupenda nipotina abbia appena imparato a dire le parolacce. Immaginate di essere al lavoro da un bel po’ e di avere freddo e mal di piedi, di mandare un solo sms e di avere, dopo 10 minuti, 3 persone intorno che vi riscaldano e vi fanno ridere. Immaginate che vi contattino dei fotografi di Los Angeles in vacanza a Roma perché ci tengono a collaborare con voi. Immaginate di ricevere ogni giorno una marea di complimenti galanti e congratulazioni professionali. Immaginate di avere un’idea e poi realizzarla davvero, di dare sempre il massimo in tutto quello che fate e di riuscire sempre al meglio. Immaginate di aver trasformato le vostre passioni personali e artistiche di sempre in un’occupazione piena e in un lavoro, di cantare a gola spiegata, di fare i buffoni e prendere gli applausi del pubblico, di stare appesi ad un muro, di sorridere. Immaginate di non avere bisogni insoddisfatti, né dipendenze, né preoccupazioni, di non fare alcuno sforzo nelle rinunce ma di non essere mai costretti a farle, di non sentire mai la fame, il freddo, la stanchezza. Immaginate di avere delle amiche e degli amici che tutti i giorni pensano a voi e che, se avete una prova importante o difficile da superare, pregano silenziosamente per voi. Immaginate di essere diventati le persone che avreste sempre voluto essere. Ma soprattutto, immaginate di poter dare qualcosa a chi vi circonda: affetto, un sorriso, un consiglio, un abbraccio…e che le persone attorno a voi riescano a sentire ciò che voi gli trasmettete. Bene. Pausa. Avete appena immaginato le mie 2 ultime settimane di vita e, in generale, il mio modus vivendi abituale, ma non è finita qui, sarebbe stato troppo semplice. Adesso provate a fare uno sforzo un po’ più grande, e continuate ad immaginare… Stavolta però immaginate che tutto ciò che vi ho appena descritto vi accada non dopo una felice ed ovattata esistenza, ma dopo quanto segue: Immaginate un tempo precedente a tutta questa abbondanza, in cui avevate allontanato chi vi voleva bene per rinchiudervi nelle vostre paranoie. Immaginate di aver avuto la costante e sgradevole sensazione di essere sempre inadeguati. Immaginate di aver chinato il capo davanti a squallidi compromessi, e di aver mentito alle persone che più amavate. Immaginate di aver perso un figlio prima ancora che nascesse, e poi anche la persona con la quale avevate creduto di passare il resto della vostra vita. Immaginate il mondo che vi è crollato addosso, il corpo che non risponde più ai vostri comandi, la mente che si perde nei recessi più bui della follia e della disperazione, la volontà di vivere che vi abbandona. Immaginate di esservi trovati ad un passo dalla morte, di essere discesi all’interno della pazzia più disperata. Immaginate esseri disgustosi che si sono approfittati della vostra temporanea debolezza e fragilità per il proprio tornaconto, e di non aver avuto la forza per difendervi. Immaginate l’indifferenza muta e crudele di persone nelle quali avevate riposto una speranza. Immaginate di non riuscire a compiere nemmeno le azioni più semplici, di tremare continuamente come una foglia. Immaginate di aver avuto paura, così tanta paura da non riuscire nemmeno a chiudere gli occhi per dormire, paura di voi stessi, degli altri, del giudizio del mondo, del fallimento, del buio, del tempo che scorre, della solitudine. E immaginate che proprio tutte le vostre peggiori paure si siano avverate, tutte insieme. Immaginate un letto, e una finestra. Con le sbarre. Immaginate un ago che vi brucia nella vena, e di aver posseduto solo le vostre lacrime. Ma soprattutto, immaginate di esservi sentiti così vuoti, al punto tale di credere fermamente di non avere più un cuore, né un’anima. Alt. Fermi. Lo so, è molto più duro cercare di ricreare nella propria mente un simile scenario. Ma ora vi chiedo, per favore, e se avete avuto la pazienza di leggere fin qui, di fare un ultimo, piccolo sforzo. Rimettete insieme i due pezzi: dalla disperazione alla speranza, dall’angoscia alla tranquillità. Non notate qualcosa di strano? Qualcosa che non torna? C’è un vuoto, in mezzo, manca la spiegazione di come una condizione abbia potuto trasformarsi nell’altra, diametralmente opposta sotto ogni minimo aspetto. Ecco, mie care e miei cari, l’anello mancante nel processo lungo e doloroso, ma non troppo, di trasformazione è paradossale da descrivere. Perché tutto quello che vi ho raccontato non è una bella favola a lieto fine, ma un consistente pezzo della mia vita. Una storia realmente accaduta. E la bacchetta magica che ha trasformato la zucca in carrozza non è uno strano concetto astratto e metafisico. All’inizio anch’io credevo che ci fosse qualche strana qualità costruita, autoalimentata o persino assorbita dall’esterno. Poi, ho capito. Ero io. Tutto quello che ho fatto per rialzarmi prima sulle ginocchia, poi in piedi, prima camminando e poi correndo, era ed è l’essenza stessa di me. Io non ho avuto il coraggio o avuto la forza, io sono diventata e sono il coraggio e la forza. E quando ho pianto vedendo l’alba, ho urlato in mezzo alla musica, ho abbracciato una persona a cui volevo bene, e ho ringraziato il cielo di essere viva, non ho fatto altro che diventare l’emanazione stessa del mio pensiero e dei miei sentimenti. Io sono qui, ora. E non c’è nulla che non possa fare, vuoto che non possa colmare o distanza che non possa coprire. Per questo, a tutti voi che mi siete sempre e comunque vicini dico grazie, dal più profondo di me. E aggiungo anche di non preoccuparvi, perché so per certo che niente può più andare male. Il tempo scorre, ma io scorro dentro di lui… Perdonate lo sproloquio, stra-baci a tutte/i. |
|
|